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Quali testate nazionali si applicano in Italia?

Una direttiva europea, una traduzione nazionale

La CSRD è una direttiva, non un regolamento. Questa distinzione può sembrare giuridica, ma ha conseguenze dirette per ogni impresa che vuole sapere se rientra nell'obbligo di rendicontazione. Una direttiva stabilisce un obiettivo e un quadro minimo; il legislatore nazionale determina come tale obiettivo viene recepito nel proprio ordinamento. L'Italia, come ogni altro Stato membro, ha dato a questo recepimento una propria interpretazione. Ciò significa che il testo europeo è il punto di partenza, ma non il punto di arrivo su cui un'impresa può basarsi.

Il recepimento riguarda più elementi contemporaneamente: chi esattamente rientra nell'ambito di applicazione, quale organismo esercita la supervisione, quali sanzioni si applicano in mancanza di un rapporto e quale ruolo assume l'organismo nazionale di revisione contabile o di supervisione nel controllo delle informazioni di sostenibilità. Ognuno di questi elementi può essere formulato nel testo italiano in modo leggermente diverso rispetto alla direttiva stessa, e questa differenza è esattamente ciò che le imprese spesso trascurano.

Perché la cerchia delle imprese obbligate può variare

Le soglie europee relative alle dimensioni dell'impresa costituiscono un punto di partenza comune, ma il modo in cui uno Stato membro tratta i gruppi, le società madri e le filiali nazionali di gruppi stranieri può differire. L'Italia ha una propria struttura imprenditoriale con numerose imprese familiari di medie dimensioni e costruzioni di holding, e il modo in cui la legge nazionale gestisce il consolidamento all'interno di tali strutture determina in parte quale entità alla fine redige il rapporto e chi lo firma. Una filiale che a livello europeo appare esclusa dall'ambito di applicazione può, per effetto di un'aggiunta nazionale, rientrare comunque nella cerchia, o viceversa.

Anche la tempistica dell'obbligo è soggetta a un'interpretazione nazionale. La direttiva prevede un'introduzione graduale per categoria di impresa, ma le date esatte, i regimi transitori ed eventuali eccezioni per settori specifici sono stabiliti per singolo paese. Per un'impresa che pianifica sulla base di una tempistica europea, il testo italiano può contenere una data di entrata in vigore diversa o un regime transitorio diverso.

Supervisione, sanzioni e il ruolo del revisore

Mentre la direttiva stabilisce un quadro per l'assurance, la legge nazionale determina chi in Italia è autorizzato a effettuare tale controllo e a quali condizioni. Ciò riguarda non solo il revisore esterno, ma anche l'organizzazione interna: chi all'interno dell'impresa prepara il processo, quali prove vengono documentate e come tali prove resistono a un controllo condotto secondo le norme italiane.

Anche le sanzioni in caso di assenza di un rapporto, di incompletezza o di informazioni errate non sono una grandezza data a livello europeo. La direttiva richiede agli Stati membri di stabilire sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive, ma lascia l'attuazione al diritto nazionale. Ciò significa che la natura e la gravità di una sanzione in Italia possono differire da quanto previsto in un altro paese per la stessa inadempienza.

Lo schema dietro la testata

Questa sottovalutazione delle testate nazionali non è un caso isolato di un solo paese. Lo stesso meccanismo si riscontra nel caso del recepimento polacco della CSRD e delle conseguenze per l'obbligo di rendicontazione, dell'approccio svedese alla supervisione e alle sanzioni ai sensi della CSRD e dell'interpretazione danese delle soglie e dei termini transitori. Anche in giurisdizioni più piccole, come descritto nel caso del recepimento irlandese della direttiva europea sulla sostenibilità, dell'interpretazione austriaca del consolidamento e della rendicontazione di gruppo e delle norme ceche per la supervisione sulla rendicontazione di sostenibilità, emerge sempre lo stesso filo conduttore: il testo europeo è il fondamento comune, ma è nel testo nazionale che l'obbligo diventa concreto.

Chi desidera sapere, per l'Italia, dove si trova esattamente il testo aggiornato, quale organismo pubblica il recepimento nazionale e quali soglie sono attualmente in vigore, farebbe bene a consultare direttamente tale fonte. Questa pagina descrive il meccanismo per cui una norma europea può risultare diversa in ciascun paese, non i dati o i termini attuali in sé, poiché questi possono cambiare e variare da fonte a fonte.

Dall'ambito di applicazione alla prova

Stabilire se e come un'impresa in Italia rientri nell'obbligo di rendicontazione è un primo passo. Segue poi la domanda su chi, all'interno dell'organizzazione, porta quale responsabilità, quale prova è ad essa collegata e quale controllo dimostra che il consiglio di amministrazione ha la situazione sotto controllo. Questo è il campo della Compliance Check, attualmente in fase di sviluppo su questo sito. Chi vuole già sapere quale parte del lavoro sottostante, dall'analisi dell'ambito di applicazione alla compilazione della documentazione probatoria, può essere accelerata con l'AI, può farlo calcolare nella werkscan di FTE TO AI, che mappa per ogni attività quale parte del lavoro può essere rilevata.

Alpha 60de assistent van de Compliance Check

Vraag maar welke verplichting op u van toepassing is, en waaraan u dat kunt aantonen.

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